Torna Crispy con Pinch, Von Tesla e M.E.S.H.: un’intervista a James Whipple

 

Il programma dell’ottava stagione di Crispy, crew veneta che opera tra Padova e Venezia, si era concluso lo scorso Agosto con uno degli speciali Giovedì dedicati a tropicalismi sotterranei e sonorità equatoriali, featuring Jaxx Madicine (Turbojazz) e Parker Madicine. La comunicazione della ripresa autunnale e l’inizio della nona (!) stagione è invece arrivato pochi giorni fa, poco dopo l’annuncio di rinnovamento da parte dello Spazio Aereo di Porto Marghera, che d’ora in avanti sarà noto come Argo16. I protagonisti del comeback Crispy saranno tre personaggi chiave di diverse scene musicali (italiana, berlinese, inglese) che però, per metterla con le parole della crew stessa, non sono altro che manifestazione di diverse anime che compongono un unico ecosistema: quello della musica dancefloor che si apre alla sperimentazione, in molteplici direzioni differenti. SABATO 11 NOVEMBRE all’Argo 16: ┼ Pinch ┼ Von Tesla ┼ M.E.S.H. Da non perdere: partecipa qui.

Dopo quattro stagioni dedite ad un’intensa attività di promozione culturale, l’associazione Spazio Aereo si rinnova e prosegue l’esperienza di realtà autofinanziata e indipendente. Argo16 nasce nel centenario della nascita di Porto Marghera, e per mezzo del proprio nome evoca il misterioso ed inquietante incidente del Novembre del 1973, episodio in cui si intrecciano interessi economici e rischi ecologici, servizi segreti e ambienti sovversivi.  Attraverso l’interesse verso i più significativi ed innovativi movimenti artistici, musicali e culturali, locali ed internazionali, il nuovo Argo16 si pone come obiettivo la valorizzazione delle arti performative contemporanee in ogni loro forma attraverso eventi, workshop e documentazione, arrivando a sviluppare uno spazio aggregativo aperto a forme di comunicazione, linguaggi e pubblici diversi. Quale luogo migliore per un party Crispy? Veniamo ora ad una breve presentazione degli artisti coinvolti, per poi proseguire con l’intervista che abbiamo chiesto a James Whipple in persona, aka M.E.S.H..

Rob Ellis, meglio conosciuto come Pinch, è un dj e producer da Bristol, UK, città chiave per la nascita, definizione, e diffusione del dubstep e, da anni a questa parte, baluardo avanguardista della bass music nella sua accezione più ampia. Fondatore della Tectonic, su cui ha iniziato a rilasciare musica nel 2005 e per la quale ha pubblicato il suo primo full length (Underwater Dancehall), è uno dei massimi protagonisti della prima scena dubstep, ora affermatosi come vero e proprio riferimento per la fusione di generi urban come jungle, grime, reggae, dancehall, dub e techno. A lui Sabato 11 Novembre sarà affidata la chiusura all’Argo16, per una selecta bastarda, strettamente dominata dalle basse frequenze. L’atto iniziale del party, al contrario, prevede un live set, e che live set: Marco Giotto aka Von Tesla, con il suo lavoro di destrutturazione in perenne bilico tra ricerca sonica e dancefloor, è uno tra i massimi esponenti della comunità italiana di produttori e sperimentatori che cercano di ampliare, espandere (o, alle volte, anche demolire) la convenzione dancefloor, aggiornandola ai mezzi di produzione musicale, linguaggi politici ed immaginario sociale del Presente.

 

Von Tesla [Live] @PAYNOMINDOTOUS_Fest x Bunker, Turin, 09/06/17

Von Tesla's live set is a truly intense and unique experience, built on intertwining synth patch sounds, bright and crystal clear, so sharp it almost seems it's being played directly on your eardrum instead of the sound system's speakers. Here's a glimpse of his last show in Turin at Bunker for the PAYNOMINDTOUS_Fest#2: Future Paths we hosted last Friday w/ Xen Stream and Osiris b2b Sonia Garcia. More coming soon!• EVENTS: https://www.facebook.com/pg/paynomindtous/events/• NEWSLETTER: https://www.paynomindtous.it/newsletter-donations/• YOUTUBE: https://www.youtube.com/c/PaynomindtousLIVE• MIXCLOUD: https://www.mixcloud.com/paynomindtous/

Pubblicato da PAYNOMINDTOUS.it su Venerdì 16 giugno 2017

 

Veniamo ora al protagonista di questo articolo, James Whipple (meglio noto come M.E.S.H.) che presenterà in live il suo nuovo album, Hesaitix, edito dalla PAN di Bill Kouligas ed in uscita il 10 Novembre. M.E.S.H., alfiere dell’estetica di Janus, la seminale etichetta e club night berlinese di cui è fondatore e resident, è promotore di suoni surreali, violente esplosioni frequenziali, flussi alterati di informazione. Con il suo ultimo lavoro, Whipple si allontana (almeno momentaneamente) sia dalle astrazioni cinematiche del precedente full legnth Piteous Gate [PAN, 2015], sia dall’agitato dancefloor ibrido dell’EP Damaged Merc [PAN, 2016]. Hesaitix è caratterizzato da un netto cambio di scenario, in cui i ritmi coprono un ruolo più marginale rispetto alla costruzione della tessitura delle tracce, stanziate in spazi pensierosi e al chiaro di luna. La strumentazione virtuale-acustica utilizzata descrive un misterioso e apparentemente calmo riflusso che riecheggia sotto la superficie del suono, intervenendo per mezzo di costruzioni minuziose, con il fine di addentrarsi in territori musicali incerti in cui si intersecano l’inconscio e l’alieno. Dell’intero lavoro, spalmato su 11 tracce e della durata di circa 46 minuti, è già possibile ascoltare il pezzo Search. Reveal. dal portale bandcamp dell’artista.

 

 

D: Siamo curiosi riguardo i nomi che hai assegnato alle tue release su PAN, a partire da Scythians (inglese per sciiti, minoranza islamica tradizionalmente nomade), e arrivando alle ispirazioni retro-futuriste di Piteous Gate e ai suoi legami con la questione ucraina. In che modo abbini i titoli ai tuoi lavori? Prima o dopo che siano pronti? E cosa hai da rivelare sul nome di Hesaitix?

R: Ho fatto un riferimento al popolo degli Sciiti a causa del mio interesse verso il nomadismo. Il termine è stato usato per descrivere un fenomeno costituito da più culture, definite e diverse tra loro, presente nell’Est Europa e nell’Asia Centrale: queste hanno trasmesso molte informazioni culturali e genetiche ad altre evolutesi molto più tardi. Il titolo Piteous Gate invece proviene da un libro, The Book of the New Sun dell’autore americano Gene Wolfe. Per il mio ultimo lavoro, invece, ho scelto una parola, Hesaitix appunto, che deriva dal termine cathexis, un termine della psicologia che sta ad indicare l’immobilità e la rigidità: ho avvicinato questo concetto allo spazio costretto della computer music.

D: Quanto tempo ti ha richiesto la produzione di Hesaitix, e quando hai iniziato a metterlo insieme? E’ stato un processo immediato e naturale o piuttosto qualcosa che si è esteso attraverso vari periodi della tua vita recente?

R: Per completare questo lavoro ho impiegato circa sei mesi, includendo alcune tracce che però avevo scritto un po’ di tempo prima. L’ho iniziato a Berlino e concluso a Panicale, in Umbria, dove partecipavo ad una residenza organizzata da Margherita Belaief e Musicboard Berlin. Quello che solitamente mi capita è di accumulare moltissimo lavoro nel giro di mesi e poi alla fine, quasi all’improvviso, spuntano una o due tracce che in qualche modo racchiudono tutte quante le idee su cui stavo lavorando.

D: Se paragoniamo Hesaitix ai tuoi progetti precedenti, nei quali era possibile respirare concretamente una sensazione di pericolo e incertezza, l’album cela influenze minacciose, più che esprimerle direttamente. Come citato nella press release, sembra che questo disco sia un’iniezione snervante all’interno dello spazio sociale proprio alla club music: con quali strumenti riesci ad aprire questo spazio sonico?

R: Trovo che la musica riesca ad essere ricca di mistero solo quando smetti di cercare di abusarne. Mi piace l’idea di indagare questo aspetto alieno del suono e di osservare quanto questo possa essere conservato se unito ed ibridato con differenti artefatti culturali o sociali. Si ritorna sempre allo stesso paradosso dell’elettronica, che è una musica di perfezione spirituale prodotta da assoluti, abominevoli idioti.

 

How did I become so stupid? A sound can be both formless and over-rendered, like a boneless but fleshy hand from a life drawing class. What agent could set these broken sounds in motion? A laugh behind an evil curtain. A drummer that’s cool and grotesque, a detuned siren. A brushfire under a full moon.

 

D:  Da quanto tempo sei residente a Berlino, e qual’è la città di provenienza? Ricordi a quando risale il tuo primo contatto con la musica?

R: Vivo a Berlino da ormai otto anni, e sono nato a Seattle nel 1985. Il mio primo contatto con la musica è stato con Higher Love di Steve Winwood, che mio padre continuava a mettere in macchina quando andavo a lavorare con lui.

D: Puoi raccontarci qualcosa in merito a Janus, ad esempio: quando hai incontrato Dan per la prima volta? Com’è nato il gruppo di residents e quando hai iniziato a farne parte?

R: Io e Dan ci siamo conosciuti intorno al 2010: io e Lotic siamo stati i primi resident e Kablam si è unita a noi non molto tempo dopo.

D: Tu e anche Janus in generale avete un buon rapporto con alcune realtà italiane quali Club Adriatico / LOOSE, Macao, il festival torinese Club to Club… . Come chiameresti il tipo di musica elettronica che sia tu che queste realtà stanno offrendo al pubblico? Senti di poter definire la ”’scena”’ europea di musica da ballo digitale-astratta attraverso qualche aspetto saliente che tu e molti altri producer condividete (sempre che ce ne siano)?

R: Non sono davvero sicuro di fare parte di qualcosa in quel modo. Essendo un DJ, certo, sono completamente connesso con davvero molta di questa nuova musica, e provo un senso di totale solidarietà verso gli artisti di cui suono le tracce, e allo stesso tempo cerco di dare il mio supporto il più possibile. Con il mio lavoro da DJ, ad ogni modo, non sto cercando di definire una scena particolare, una nuova onda o una next big thing, più che altro perchè la maggior parte finiscono con il generare musica molto noiosa e derivativa. Con le mie produzioni, in ogni mia nuova release, voglio provare a giustificare e contestualizzare precisamente il mio percorso di volta in volta, dato che non fa davvero parte di una narrativa dominante (che sia quella della principale industria dei club o quella dell'”underground”). Sono perfettamente a mio agio con questa, come dire, instabilità. Sento una connessione musicale con l’Italia semplicemente perchè ho avuto alcune delle esperienze più appaganti quando ci ho suonato: l’attitudine degli artisti e dei promoters poi è davvero diversa se la si paragona con il resto dell’Europa. Non riesco bene a capire perchè sia cosi!

D: Esattamente il giorno successivo all’uscita di Hesaitix sarai a Porto Marghera in Italia per il party Crispy di cui ci siamo occupati in questo articolo. Vuoi anticipare qualcosa riguardo all’esperienza che offrirai ai partecipanti? Che tipo di live show che porterai sul palco?

R: Vorrei saltare a piedi pari tutti i vecchi e stanchi clichés della sperimentazione musicale per trovare una rinnovata energia. Staremo a vedere…

 

Per partecipare al party Crispy, clickare qui. Entrata 9€ con tessera Arci. Scendi alla Stazione di Venezia Porto Marghera, no car more fun. Per supportare l’associazione e/o partecipare alla vita associativa scrivere a info@argo16.it. Support!


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A. and C. have been living in Turin, Italy since late 2015. The former is pursuing his PhD in Telecommunications Engineering and considers Guy Picciotto being the repository of happiness in life, the latter is currently studying sculpture at Accademia di Belle Arti where she messes around with materials and fantasizes about turning into a bunny.

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Andrea Migliorati e Cristina Ruggieri

A. and C. have been living in Turin, Italy since late 2015. The former is pursuing his PhD in Telecommunications Engineering and considers Guy Picciotto being the repository of happiness in life, the latter is currently studying sculpture at Accademia di Belle Arti where she messes around with materials and fantasizes about turning into a bunny.