Defeating The Anguish Of Being Men: Raskol’nikov for Bindu Sound

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Flectere si nequeo Superos, Acheronta movebo – Virgilio, Aeneid (VII, 312)

Raskol’nikov è un duo che ricerca nella musica elettronica le possibilità del suono come veicolo magico in un modo del tutto personale. Il progetto ha creato nel tempo numerosi sodalizi con musicisti di estrazioni assai diverse tra loro (Von Tesla, The Sublime, Hjalmar Hach, Schrei der Natur…), da cui sono nati alcuni lavori notevoli, interessanti senza eccezioni. Le personalità tendenzialmente opposte dei due membri si sono congiunte come le oscillazioni dei loro sintetizzatori, a perseguire fedelmente un itinerario di avanguardia elettronica colta, ora rituale, ora lisergica, ora armonica, ora cacofonica, in un connubio che risalta le identità immateriali di entrambi. Per uno sguardo nel dettaglio, rimandiamo al sito web http://raskol-nikov.com/ ed alla pagina FB ufficiale.

Somewhere in the bowels of the Earth still echo the screams of the Fathers and alike from our guts something desperate shakes and struggles in order to come to light.  The goal we aim to reach is the creation of a sound able to justify this commotion  and also helpful in deafeating the anguish of being men.

I Raskol’nikov auto-producono materiale industriale (a grandi linee) da più di sei anni. Dopo più di dieci releases [qui il link per il portale bandcamp] e numerose live performances, ognuna intesa come evento unico, la loro musica – per quanto diversificata e tuttora semi-sconosciuta – delinea precise caratteristiche ben identificabili.

Ascoltare Raskol’nikov significa abbandonarsi ad una realtà inspiegabile, alienarsi in dimensioni che non si possono ricondurre al passato o al futuro, all’allucinazione o alla rivelazione, al caso o al calcolo, al sogno o all’incubo, alla terreno o al celeste. La loro musica annulla il pensiero e ri-piega l’ascoltatore nelle viscere della mente, dis-piegandolo più possibile al sentimento originario di partecipazione al Tutto. Non si tratta dell’ennesimo progetto noise fine a sé stesso e appena ascoltabile, e, nonostante la loro poetica sonora possa definirsi ermetica, data la riluttanza a cercare accordi morbidi o melodie lounge, è da notare quanto il lavoro di sampling sia ben curato sebbene l’autoproduzione sia messa in piedi integralmente dai due. E’ caldamente consigliato l’ascolto in cuffia per apprezzare le loro sonorità che spesso e volentieri l’impianto del computer non è in grado di reggere.

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I Raskol’nikov sono dei veri iconoclasti del nostro tempo che, ben coscienti della scena contemporanea e delle sue possibilità teo-logiche ed est-etiche, non lasciano alcuna concessione ai cliché della musica – per così dire – “alternativa”. Ciò nonostante, il loro stile può ben dirsi “attuale”, e promuove una organicità sonora che oppone la religiosità della follia alla retorica della cultura “fashion”. Si può dire che, così come il Raskòlnikov di Delitto e Castigo rappresenta la crisi della morale, i due rispecchino la crisi della musica underground; e ad oggi, nonostante abbiano già ultimato diversi lavori pregevoli come Ara Coeli (2012) e los (2013), c’è da meravigliarsi di come ancora non abbiano guadagnato un certo riconoscimento che possa permettere loro una produzione “ufficiale”.


RASKOL’NIKOV FOR BINDU SOUND

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Le collaborazioni più recenti hanno portato i due in contatto con la appena nata label indipendente tedesca Bindu Sound, che da mezzo anno a questa parte lancia ogni mese releases sia fisiche (in MC tape) che digitali, perseguendo lo scopo di accrescere un network genuino tra artisti emergenti diversi nel campo dell’elettronica radicale e non solo. Bindu Sound si dedica dunque alla ricerca ed alla promozione di musica originale altrimenti relegata nell’ombra della giungla sonora contemporanea, e già si delinea come un nuovo riferimento per chi è in cerca di frequenze non uniformate ad alcun trend specifico. I giovani artisti che per ora sono comparsi in questa produzione sono Schrei Der Natur, The Black White State, Chang Park, Agitation Φ e, appunto, Raskol’nikov. Le releases, almeno fino a questo punto, sono tutte molto efficaci, e si possono ascoltare integralmente sul soundcloud della label: https://soundcloud.com/bindusound.

I due MC che i Raskol’nikov hanno preparato per la Bindu Sound sono Cometsword (BS001) e Gipsy Future (BS005), questuscito a fine Maggio scorso. La stessa label ha promosso e caricato online un loro recente live a Brema del 20.02.2016, ascoltabile qui.

Gipsy Future è creato in collaborazione con Schrei Der Natur [http://schrei-der-natur.org/], un nome dalla carriera molto giovane, che nel giro di pochi mesi ha pubblicato dei lavori dark-ambient penetranti e stilisticamente audaci, crudelmente eterei e sospesi nel tempo. Registrato nel corso di lunghe sessioni in uno studio di Brema, Gipsy Future è forse il lavoro più “pop” pubblicato fino ad ora sia dai Raskol’nikov che da Schrei Der Natur, ma dal carattere morboso, con sonorità arcaiche / ditirambiche e classicismi aleatori misti a voci robotiche, bassi ben piazzati e beat lenti o velocissimi ma (quasi) ballabili. Tutto questo mantenendo una irremovibile attitudine astratta: Gipsy Future catapulta in un futuro gitano perverso ma romantico, maniacale e malinconico allo stesso tempo. Ballate allucinate nel mezzo dell’Ungheria mutante del XXX secolo, i deliri solitari di un cyborg ubriaco.

Cometsword è frutto di un lavoro più lungo ma meno costante e dall’assetto molto più ritualistico-desertronico. Cometsword è un disco di droni e scimitarre; una messa cosmica di guerrieri intergalattici; l’iniziazione di una supernova. Anche qui ricorrono suoni di flauti e tamburi provenienti dagli abissi del tempo, che oscillano in echi siderali e curvature spaziotemporali. La produzione Raskol’nikov non si arresta e si prospetta nei prossimi mesi un’altra uscita in MC tape per la label italiana Worldisorder. Vi invitiamo a seguire l’operato del duo e a supportarne l’attività. Enjoy!


ENGLISH VERSION


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Raskol’nikov is an Italian duo, who researches in its own peculiar way the possibilities of exploring electronic sounds as a magical vehicle. They started through the years several partnerships with musicians of different extraction (Von Tesla, The Sublime, Hjalmar Hach, Schrei der Natur…), from which are born some notable works, interesting without exceptions. The basically opposite personalities of the couple joints on record – and while performing – as such as their synthetizers’ oscillations do. Raskol’nikov  accurately investigates the path of sophisticated avantgrade electronic, now ritual, now lysergic, now harmonic, now cacophonic, in a union that elevates both member’s immaterial identity. Here you can find much more detailed infos on them and their activity: website // FB Page.

Roughly speaking, Raskol’nikov have been self-producing industrial material for six years now. After more than ten releases – which can be browsed here – and several live performances, each intended as an unique event, their music traces well identifiable characteristics despite its huge variety within itself. Maybe this prosperity of styles and experiments is one of the factors that contributed in letting Raskol’nikov remain almost unknown to the public, their high-quality music productions notwithstanding.

“Somewhere in the bowels of the Earth still echo the screams of the Fathers and alike from our guts something desperate shakes and struggles in order to come to light.  The goal we aim to reach is the creation of a sound able to justify this commotion  and also helpful in deafeating the anguish of being men.”

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Listening to Raskol’nikov means to abandon the self to an unexplainable reality and to self-alienate in dimensions which cannot be traced back neither to past nor future, to hallucination or revelation, to accident or calculation, to dreams or nightmares, to terrain or celestial. Their music erases rational thoughts and folds the listener in the bowels of the mind, bringing him/her back as close as possible to the original sentiment of participation with the Whole. Raskol’nikov is not the umpteenth noise project all caught up with itself and barely listenable; despite their sonic poetry can be defined as hermetic, due to the reluctance to use soft chords or lounge melodies, it is notable how well-refined sampling is despite the complete self-production. It’s warmly recommended to use headphones while listening to appreciate their sonorous impact that most of the times cannot be satisfactorily supported by computer speakers.

Raskol’nikov are true iconoclasts of our time. Well aware of the contemporary music scene and its techno-logical and estethical possibilities, they don’t give any concession to the clichés of what could be called “alternative music”. Nevertheless, their style can be said to properly fit to the current scene. It promotes an organic amount of sounds that juxtaposes the religiousness of madness to the rhetoric of the culture of “fashion“. We can say that, in the same way in which Dostoevskij’s Raskòlnikov of Crime and Punishment represents moral crisis, the Raskol’nikov duo mirrors the crisis of underground music. It’s no wonder – as already mentioned before – how they still haven’t reach a certain acknowledgement that would allow an “official” production to their releases, despite the exquisite works they’ve already released such as Ara Coeli (2012) and los (2013).


RASKOL’NIKOV FOR BINDU SOUND


The most recent collaborations brought the duo to get in contact with the recently-born independent German label Bindu Sound, which has been casting out a new release in both digital and physical (MC tape) format every month since January 2016. The label’s goal is to enlarge a genuine network among emergent artists in the radical electronic field. Bindu Sound dedicates itself to researching and promotion of original music otherwise relegated to the shadows of the contemporary jungle of sounds, and yet outlines as a new reference point for those who look for not-uniformed frequencies or specific trends.

The young artists who joined the label’s catalogue are Schrei Der Natur, The Black White State, Chang Park, Agitation Φ and, as said, Raskol’nikov [each one of the very effective and high-quality release can be streamed in full here]. Raskol’nikov’s MCs for Bindu Sound are Cometsword (BS001) and Gipsy Future (BS005), released by the end of May 2016. The label uploaded and released a live recording called Live in Bremen on the 20th of February, which can be listened here.

Gipsy Future is born from the collaboration with Schrei Der Natur [here is the official website: http://schrei-der-natur.org/], which is the moniker for a brand new entity/outcome that in few months already released penetrating and daring dark-ambient works, cruelly ethereal and suspended in time [https://soundcloud.com/schrei-der-natur].

Recorded during several long sessions in a study in Bremen, Gipsy Future is maybe the most “pop” work ever released by both Raskol’nikov and Schrei Der Natur. The record presents archaic dithyrambic sonorities, aleatory classicisms mixed with robotic voices, straight basslines and both slow and fast beats to which one could (almost) dance to. Everything is conducted putting an inflexible stress on the abstract connotations and approach. The tape throws itself and the listener into a perverted-yet-romantic gypsy future, maniacal and melancholic at the same time: hallucinated ballads in the middle of the 30th century mutant Hungary, or the solitary deliriums of a drunken cyborg.

Cometsword is the result of a longer but less constant work, characterized by a more ritualistic / desertronic structure. It’s a record of drones and scimitars; an intergalactic warriors’ cosmic ceremony; a super nova’s initiation. Here in this record as well it’s possible to find recurring flute and drum sounds coming right from the abyss of time, oscillating in sidereal echoes and spatio-temporal curves. Raskol’nikov production doesn’t arrest and we’re looking forward to get our hands on the next MC release planned for the Italian label Worldisorder.

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