Umberto Bossi, figura storica e fondatore della Lega Nord, è scomparso all’età di 84 anni nella serata di lunedì 16 marzo 2026 a Varese.
La sua morte segna la fine di una carriera politica che ha lasciato un segno profondo non solo nella Lega, ma anche nell’intera politica italiana, rappresentando una voce potente per le istanze autonomiste del Nord Italia.
La sua parabola politica, ricca di successi e difficoltà, ha caratterizzato un’epoca e ha cambiato il volto della politica italiana.
Dalla creazione della Lega Nord alla sua ascesa politica
La carriera politica di Umberto Bossi si intreccia sin dagli inizi con il desiderio di portare il Nord Italia al centro del dibattito politico nazionale.
Dopo aver avviato studi in medicina all’Università di Pavia, Bossi decide di intraprendere la carriera politica, non terminando mai il percorso universitario.
Il suo ingresso in politica avviene nel 1979, quando entra in contatto con movimenti autonomisti, e stringe importanti alleanze con figure come Bruno Salvadori e Roberto Maroni.
Nel 1984, Bossi fonda la Lega Autonomista Lombarda, che successivamente prenderà il nome di Lega Nord.
Diventa rapidamente il leader del movimento, portando la Lega a un’ascesa vertiginosa.
Nel 1985 ottiene i primi successi elettorali locali, con la Lega che conquista posti nei comuni di Varese e Gallarate. Due anni dopo, nel 1987, Bossi viene eletto al Senato per il collegio di Varese, guadagnandosi il soprannome di “Senatùr”, che lo accompagnerà per tutta la sua carriera politica.
Il suo linguaggio provocatorio e la sua retorica hanno trovato eco tra una larga parte dell’elettorato del Nord, che chiedeva un cambiamento radicale e una nuova direzione per il Paese.

Morto Umberto Bossi
La Lega al governo e le alleanze politiche
L’ascesa della Lega coincide con un periodo di crescente scontento verso i partiti tradizionali, un cambiamento che culmina nel 1994.
In quell’anno, grazie alla sua alleanza con Silvio Berlusconi, la Lega Nord entra per la prima volta al governo, partecipando alla coalizione di centrodestra.
Tuttavia, la collaborazione con Berlusconi dura poco: alla fine dell’anno, Bossi decide di staccare la Lega dalla maggioranza, facendo cadere il governo. Questa mossa, seppur controversa, consolida la figura di Bossi come leader determinato e deciso.
Anche durante gli anni successivi, nonostante le difficoltà legate agli scandali e alle indagini giudiziarie, la Lega continua a guadagnare consenso. Bossi, infatti, si rifà subito dopo la condanna nel processo Enimont per finanziamento illecito, e nel 2008, con la vittoria di Berlusconi, ritorna a ricoprire ruoli di rilievo nel governo come Ministro delle Riforme.
In questo periodo, presenta il progetto più ambizioso della sua carriera: la “riforma del federalismo fiscale”. Questo segna uno dei momenti chiave per il movimento, portando avanti la visione di un’Italia più autonoma e decentralizzata.
Nonostante l’ascesa politica, la carriera di Bossi non è mai stata priva di difficoltà personali.
Nel 2004, Bossi subisce un grave ictus che lo costringe a una lunga convalescenza, ma, con grande determinazione, torna sulla scena politica nel 2005.
Nel 2012, dopo anni di polemiche interne e scandali, si dimette da segretario della Lega a causa delle indagini giudiziarie che travolsero il partito.
Tuttavia, a distanza di meno di due anni, torna a sfidare Matteo Salvini, che nel frattempo è diventato il nuovo leader della Lega. Nonostante non riesca a riprendersi la guida del partito, da quel momento inizia un rapporto difficile e teso con Salvini, con Bossi che critica apertamente la sua svolta nazionalista.
I matrimoni e la famiglia di Umberto Bossi
Il primo matrimonio di Umberto Bossi avviene nel 1975 con Gigliola Guidali, una commessa originaria di Gallarate. All’epoca, Bossi aveva quasi 34 anni, era iscritto alla facoltà di medicina, ma non aveva ancora una carriera stabile.
Dal matrimonio nacque il figlio Riccardo nel 1979, che in seguito si distinguerà come pilota di rally e assistente parlamentare.
Nonostante la nascita del figlio, l’unione con Gigliola si interruppe nel 1982, con una separazione che segnò una prima svolta nella vita privata di Bossi.
Negli anni successivi, Bossi intraprese una nuova relazione con Manuela Marrone, che avrebbe avuto un ruolo importante nel suo percorso sia personale che politico.
Manuela, nata a Catania nel 1953, si trasferì a Milano in giovane età e lavorava come insegnante elementare.
Il loro incontro avvenne all’inizio degli anni Ottanta durante un evento culturale, e la relazione si consolidò in un periodo cruciale per la nascita e la crescita della Lega Nord.
Il matrimonio tra i due arrivò nel 1994, dopo anni di relazione.








