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Domenica In, c’è già il nome della presunta sostituta di Mara Venier: è un’icona della tv

Domenica In, c'è già il nome della presunta sostituta di Mara venier
Chi sostituirà zia Mara? Foto: RaiPlay - paynomindtous.it

Ormai è ufficiale, Mara Venier ha deciso che questa sarà la sua ultima stagione alla guida di Domenica In. Non un’indiscrezione, non una voce di corridoio, ma una scelta dichiarata. E quando a lasciare è un volto che negli anni è diventato sinonimo stesso del programma, il cambiamento smette di essere ipotesi e diventa realtà concreta.

Venier è stata una vera icona del programma, lodata da molti per il suo ritmo, il suo temperamento, la sua autenticità. Ha trasformato uno studio televisivo in un luogo dove gli ospiti si raccontano davvero, senza la rigidità di certi format costruiti a tavolino.

Il pubblico lo ha capito subito. E lo ha premiato, stagione dopo stagione. Anche negli ultimi mesi, con uno share che ha superato il 17%, il programma ha continuato a competere testa a testa con Verissimo, confermando quanto quella fascia resti centrale negli equilibri televisivi italiani. Ma quando è la stessa conduttrice a dire basta, non ci sono strategie che tengano: bisogna guardare avanti.

La nuova papabile conduttrice, una continuità che sa di evoluzione

Tra i nomi sul tavolo, uno su tutti sembra mettere d’accordo ambienti televisivi e pubblico: Antonella Clerici.

Domenica In, c'è già il nome della presunta sostituta di Mara venier

Chi sostituirà zia Mara? Foto: RaiPlay – paynomindtous.it

Non è solo una questione di esperienza. Clerici rappresenta una forma di televisione che ha molto in comune con quella costruita da Venier: calda, accessibile, mai distante. A È sempre mezzogiorno! ha dimostrato di saper gestire tempi televisivi complessi senza perdere spontaneità, mantenendo quel tono leggero che non scivola mai nella superficialità.

Portarla a Domenica In significherebbe evitare strappi. Ma sarebbe riduttivo parlare di semplice continuità. Piuttosto, si tratterebbe di una trasformazione morbida, capace di accompagnare il pubblico verso una nuova fase senza disorientarlo. E in una fascia come quella domenicale, dove l’abitudine è tutto, non è un dettaglio.

Una scelta che pesa più dei numeri

Dietro le quinte di Rai la questione non è solo “chi” condurrà, ma “come” cambierà il racconto. Perché Domenica In non vive solo di share: vive di relazione con il pubblico.

Cambiare volto significa ridefinire quell’equilibrio sottile tra intrattenimento e confidenza, tra spettacolo e quotidianità. E non è detto che basti un nome forte per replicarlo.

Eppure, qualcosa si muove già. Non tanto nei comunicati ufficiali, quanto nella percezione generale: quella sensazione che un ciclo si stia chiudendo davvero, senza possibilità di ritorno.

Quando un programma così identificato con una persona cambia guida, il rischio più grande non è perdere ascolti. È perdere familiarità. Perché la domenica pomeriggio, in fondo, non è mai stata solo televisione. È compagnia, abitudine, sottofondo domestico. È quella voce che riconosci senza guardare lo schermo.

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