Non sono ore facili per un cantante in particolare, scopriamo per quale motivo nello specifico: cosa è successo.
Il cantante ha scritto una toccante lettera pubblicata sulle sue storie di Instagram, un messaggio rivolto a Gesù, in cui racconta la scomparsa di due persone molto importanti per lui. “Caro Gesù, un mese fa ti sei portato via la nostra più cara zia, Filomena. Ora, come se non bastasse, improvvisamente, così dopo poco tempo ti prendi anche il pilastro della famiglia Settembre, zio Salvatore,” scrive Pago, mettendo a nudo la sua sofferenza.
Pago, al secolo Pacifico Settembre, sta vivendo uno dei periodi più difficili della sua vita. Solo un mese fa aveva dovuto fare i conti con la dolorosa perdita di sua zia Filomena. Ora, il cantante sardo ha dovuto affrontare un altro grave lutto, quello dello zio Salvatore, che ha segnato profondamente la sua anima. Due lutti in così poco tempo hanno messo in luce il lato più umano di Pago, che ha deciso di condividere con i suoi fan il dolore e il vuoto che sta vivendo.
La figura dello zio e il dolore di Pago
La morte dello zio Salvatore, definito dal cantante un “pilastro” della sua famiglia, ha riacceso una ferita mai completamente rimarginata, quella della morte del padre avvenuta nel 2001. La scomparsa di quest’ultimo aveva già segnato un momento cruciale nella vita di Pago. Il padre, Pacifico Settembre senior, era stato arrestato per bancarotta fraudolenta, un crimine che aveva portato la famiglia in una situazione di estrema povertà. L’arresto aveva distrutto l’equilibrio della famiglia Settembre, lasciandoli senza casa, senza risorse, costretti a vivere in condizioni difficili, senza corrente elettrica né acqua. Poi, la malattia e la morte del padre in carcere per un’epatite, in seguito a un periodo di detenzione, avevano lasciato un vuoto che il cantante non è mai riuscito a colmare.

Pago, doppia sofferenza atroce (www.paynomindtous.it – Instagram Pago)
Nonostante il tempo, la ferita di quella perdita non si è mai completamente rimarginata, come sottolinea lo stesso Pago. “Da allora mi viene da pensare che alcune persone di questa famiglia abbiano davvero qualcosa di speciale, così tanto che preferisci averle lassù con te che lasciarle quaggiù. Così sia. Ora però ti preghiamo di averne cura.” Queste parole rivelano non solo la sofferenza personale, ma anche l’importanza dei legami familiari che continuano a segnare la sua vita.
Un dolore che non si ferma
La recente scomparsa dello zio Salvatore non ha fatto altro che amplificare la solitudine che Pago già provava da tempo. In pochi mesi, ha visto svanire due delle figure più significative della sua vita, persone che rappresentavano per lui dei punti di riferimento solidi e inossidabili. Ma, oltre alla tristezza, emerge anche un senso di rassegnazione, quasi di accettazione di un destino che non lascia tregua.
Visualizza questo post su Instagram
Pago ha ricordato che la scomparsa del padre aveva comportato un cambiamento radicale nelle sue prospettive, una visione del mondo più spietata, fatta di sofferenza e durezza. Ma, nonostante il dolore, ha continuato a cercare conforto nelle persone che gli sono state vicine e nei valori familiari che non lo hanno mai abbandonato.
In mezzo a questa catena di eventi tragici, Pago si trova ad affrontare un vuoto che non è facile da riempire. La lettera a Gesù, con la sua richiesta di pace per sé e per i suoi cari, non è solo un atto di dolore, ma anche una manifestazione di speranza in una forma di consolazione che, al momento, sembra distante. La morte, come spesso accade in questi casi, lascia tante domande senza risposta e, in fondo, una sensazione di impotenza.








