Il cantiere è aperto, ma il disegno inizia a intravedersi. A meno di un anno dall’annuncio ufficiale, il Festival di Sanremo 2027 prende forma.
Il progetto prende forma, anche se i contorni restano ancora sfumati. Il Festival di Sanremo 2027 è già entrato nel vivo delle indiscrezioni e, attorno al nome di Stefano De Martino, iniziano a circolare le prime ipotesi concrete su chi potrebbe affiancarlo sul palco dell’Ariston.
La scelta di affidare la conduzione a De Martino segna un passaggio generazionale evidente. Non ha ancora quarant’anni, ma arriva da una stagione televisiva in forte crescita, diviso tra programmi popolari e format di intrattenimento che gli hanno permesso di costruire un rapporto diretto con il pubblico.
Proprio per questo, chi lo osserva da vicino immagina un Festival meno rigido e più costruito sulle relazioni, su quella spontaneità che negli ultimi anni è diventata il suo tratto distintivo. Non è un caso che, almeno nelle prime indiscrezioni, non emergano nomi internazionali ma figure legate al suo percorso personale e professionale.
Maria De Filippi, il nome che pesa
Tra tutte le ipotesi, quella che fa più rumore porta a Maria De Filippi. Il loro legame nasce ai tempi di Amici e non si è mai interrotto, trasformandosi in un rapporto di fiducia che va oltre la semplice collaborazione televisiva.
La sua eventuale presenza all’Ariston non sarebbe una novità assoluta. Era già salita su quel palco nel Festival di Sanremo 2017, in un’edizione che aveva saputo mescolare linguaggi diversi senza perdere identità. Tornare oggi, accanto a De Martino, avrebbe un significato diverso: non più una sperimentazione, ma una scelta coerente con una visione precisa di spettacolo.

Il “gruppo” di De Martino (www.paynomindtous.it)
Accanto a un nome forte come quello della De Filippi, emergono anche figure che raccontano un altro lato del conduttore. Biagio Izzo e Francesco Paolantoni sono tra i più citati nelle ultime settimane, complici le tante esperienze condivise in Stasera tutto è possibile.
La loro presenza non sarebbe solo decorativa. La sintonia costruita negli anni potrebbe diventare un elemento chiave per alleggerire il ritmo delle serate, rendendo il Festival più fluido e meno ingessato. Un modello che punta meno sul singolo ospite di richiamo e più su un gruppo capace di funzionare davvero in scena.
L’ipotesi Antonella Clerici
Tra le possibilità meno chiacchierate, ma tutt’altro che lontane, c’è anche quella che porta a Antonella Clerici. Il suo nome era circolato anche per la conduzione e rappresenterebbe una scelta diversa, più rassicurante per il pubblico storico della manifestazione.
La stima reciproca con De Martino è nota e una sua presenza potrebbe garantire quell’equilibrio tra innovazione e tradizione che il Festival cerca sempre di mantenere.
Per ora, però, nulla è definitivo. Il Festival di Sanremo vive anche di attese e cambi di rotta, e le decisioni più importanti arrivano spesso quando tutto sembra già deciso.
Quello che appare chiaro è il metodo: De Martino sembra orientato a costruire un Sanremo che gli assomigli davvero, fatto di volti con cui esiste una connessione reale e di un equilibrio che non sia solo televisivo, ma anche umano.








