Our Festival Could Be Your Life: Musica Nelle Valli 17 #ONGAPALOOZA + Video Report

Il Parco Naturale delle Valli di Mirandola costituisce un vasto comprensorio, tra i più estesi della pianura emiliano-romagnola, “caratterizzato da numerose zone umide permanenti e temporanee, piccoli stagni, siepi, filari alberati, boschetti, prati stabili con macchie e fasce di arbusti. Questi ambienti naturali sono stati ricreati a partire dal 1994 grazie alla collaborazione di numerose aziende agricole su terreni precedentemente coltivati. […] A partire dal 1824 [vi] sono stati edificati curiosi edifici a pianta poligonale, conosciuti come Barchessoni. I Barchessoni, 7 in origine – di cui 4 tuttora esistenti, e solo due ad oggi ristrutturati  – sono edificazioni originariamente adibite al ricovero dei cavalli. Il Barchessone Vecchio, l’unico a due piani, presenta una pianta poligonale a 16 lati, sostenuta da un grande pilastro centrale.” [via]. All’interno del Parco di San Martino Spino, nel Modenese, e per l’esattezza presso il Barchessone Vecchio, si è svolta la 17° edizione di uno dei più longevi ed interessanti festival di Musica Indipendente in Italia, chiamato Musica Nelle Valli. Organizzato dai due fratelli Sgarbi, Matteo e Tiziano di Fooltribe (quest’ultimo meglio noto come Bob Corn), MNV si è articolato, come al solito, in tre diverse giornate, a partire dallo scorso 27 Maggio. In particolare, in seguito al terremoto del 2012, il Barcsòn Vècc è stato privato, per motivi di agibilità / tempistiche burocratiche, del ruolo di palco per i gruppi che partecipavano al Festival, in favore dell’immediato esterno della struttura vera e propria. Musica nelle Valli #17 quindi, alla stregua delle edizioni immediatamente precedenti, si è svolto alternando performances su due diversi palchi esterni.

Una delle particolarità che ha reso speciale la tre-giorni di San Martino Spino è stata la collaborazione con l’ormai leggendaria etichetta Boring Machines di Andrea Ongarato, che ha raggiunto nel 2016 il suo decimo anno di attività e superato la 70° uscita. Come accaduto a fine Aprile al Circolo DalVerme a Roma – anticipando di poco la disastrosa chiusura temporanea del locale per ordine della Questurae lo scorso weekend a Berlino, Musica nelle Valli è stato #ONGAPALOOZA. Tanti i gruppi / artisti in cartello provenienti dal catalogo della one-man-label di Castelfranco Veneto: da Everest Magma a BeMyDelay, dai Father Murphy al recente acquisto P A S S E D, passando per band storiche come My Dear Killer e Squadra Omega (e diversi altre); insomma, una line-up eccellente ed un’offerta invidiabile.

[Tiziano Sgarbi – Bob Corn intervistato da Radioactivity nel 2010 parla delle origini di Musica nelle Valli]

Ad onor del vero, #ONGAPALOOZA si era già manifestato in una precedente edizione del Festival, quella del 2011 (qui l’elenco del primo giorno di MNV#13). La nomenclatura non-inedita, ad ogni modo, chiaramente non ridimensiona la portata della Festa di MNV#17. Per questo motivo abbiamo deciso di presentare brevemente il Festival attraverso questo articolo, che riporta un commento conciso per gli act che più ci hanno coinvolto durante i tre giorni. Ad accompagnare il tutto, 3 playlist di documentazione video delle performance live – una per giornata, prese dal nostro canale Youtube PaynomindtousLive – e due Recordings [https://www.paynomindtous.it/recordings], rispettivamente dei set di Bad Girl ed Everest Magma. Buona lettura! Enjoy!

“C’è una vasta area campeggio gratuita. Non ci sono docce, ma c’è il bagno ed un rubinetto esterno usufruibile 24h al giorno. I cani sono benvenuti ed i padroni responsabili anche. In caso di maltempo i concerti si terranno al coperto in due situazioni con capienza limitata. Portati un antizanzare, non è solo la nostra di festa ma anche la loro.” [via]

Come si evince dalla presentazione riportata qui sopra, Musica nelle Valli, oltre ad essere un’evento musicale, è anche un’esperienza comunitaria. Lo scenario isolato ed immacolato del Parco ed i suoni che ne provengono [n.d.r Matteo Uggeri ed Attilio Novellino hanno pensato bene di utilizzarli, sottoforma di field recordings, per il loro live set nella giornata di Domenica] contribuiscono a creare un ambiente accogliente, la percezione di uno stato di fuga / evasione in chi vi partecipa e, soprattutto, una sensazione di appartenenza. Parafrasando le parole di Onga, questi sono i veri Festival, quelli in cui la mattina ti ritrovi tra le stesse persone presenti la sera prima. L’evento è fondamentalmente una prolungata riunione di amici che ogni anno si ritrovano per divertirsi al di là di ogni interesse economico, utilizzando la musica come principale strumento di espressione – nonostante anche birra e vino si ritaglino il loro ruolo decisivo. In altre parole, la totale assenza di barriere tra pubblico, artisti, organizzatori ed ospiti vari fa di MNV una sorta di grossa rappresentazione annuale dei principi del our band could be your life / we jam econo Minutemen-iano (di qui il titolo scelto per l’articolo). A testimonianza di ciò, la partecipazione di un ampio gruppo di persone provenienti da diverse regioni d’Italia [n.d.r su tutte il contingente romano che ha portato gli show a sorpresa di Holiday Inn e Mai Mai Mai, oltre che il risveglio tropicale di Tropicantesimo], arrivate a vivacizzare la situazione e ad alimentare la realtà, comunitaria appunto, del Festival.

Qui di seguito presentiamo il nostro report + video di Musica Nelle Valli #17, diviso per giorni ed accompagnato da un breve commento per i live che più ci hanno colpito. Il commento è pensato per essere letto mentre si prende visione delle clip video relative. In aggiunta, alleghiamo lo streaming due interi live-set registrati dalla giornata di Sabato, provenienti direttamente dalla nostra nuova sezione Recordings. Purtroppo, a causa delle complicate condizioni meteo della giornata di Domenica che hanno costretto l’installazione di un palco di fortuna al coperto ed il conseguente slittamento degli orari previsti, non siamo riusciti a rimanere fino agli istanti finali della Festa e a documentare le performance di His Clancyness, Squadra Omega, Cascao + Lady Maru e Ronin + Francesca Amati. Con questa precisazione vi lasciamo alla seconda parte dell’articolo, con la speranza di riuscire almeno in parte a ricreare, attraverso le nostre parole, la particolare ed irripetibile atmosfera vissuta durante i tre giorni. Musica nelle Valli #17 è stato – così come sono state/saranno le passate/future edizioni – un fantastico ritrovo di artisti, canzoni, strumenti, banchetti di dischi, idee, e soprattutto Persone. Il tutto accompagnato da fiumi di Gnocco Fritto.

[via]

VENERDI’ 27/05

La giornata di Venerdì si è aperta appena dopo l’orario di cena con il live del trio Modotti, da Finale Emilia, usciti per Upupa Produzioni nel 2012 con il disco Migranti e recentemente tornati sulla stessa label con l’EP Come ti Senti. Luca Zarattini [chitarra e voce], Marco Zarattini [batteria] e Marco Boccacini [basso e voce] inaugurano le tempistiche dei live per MNV17: mezz’ora per ogni artista, in alternanza tra i due palchi esterni, prontamente smantellati e ricomposti dai fonici e dalle band per la performance successiva. Modotti aprono il palco più ampio dei due, mentre Laboule, seguito da R.Y.F., il più piccolo. Laboule è Paolo Novellino, nato a Milano nel 1984 e cresciuto “in Valtellina fra monti e arrampicate sugli alberi. [..] Dopo l’ascolto di Rocky Mountain Raga di Robbie Basho [lancia]  lo pseudonimo LaBoule”, il cui disco d’esordio esce nel 2013 per Long Song Records. Il suo fingerpicking preciso e dinamico sviluppa uno show emozionante, in cui c’è anche spazio per una nota di ironia – una delle tracce suonate è stata composta in onore di a Recoba, il noto calciatore. R.Y.F., alias di Francesca Morello, sta invece per Restless Yellow Flowers, e consiste in un progetto scarnificato fino alla struttura portante di chitarra blues (eventualmente distorta) + voce graffiante. Le canzoni suonate provengono direttamente dal disco uscito su Brutture Moderne chiamato Love Songs For Freaks & Dead Souls.

The White Mega Giant riprendono le attività sull’altro palco, proponendo una tirata post-rock [chitarra e pedali + batteria + synth] dai toni epici, esasperati anche dalle luci al neon adoperate dal trio. Segue Paolo Spaccamonti, che con l’insieme di pedali / effetti e loop riesce ad ipnotizzare il pubblico, un layer alla volta, catturandolo nelle linee di chitarra movimentate e a volte singhiozzanti. oAxAcA e Father Murphy, infine, chiudono la serata di Venerdì: i primi propongono improvvisazione jazz sostenuta da chitarra no-wave, piano a là Pop Group e bordate di rumore provenienti da strumenti handmade; i secondi invece, diventati un duo in seguito all’abbandono di Vicar [Vittorio Demarin] lo scorso anno, hanno magistralmente perfezionato il nuovo live guitar-free, sviluppato attorno alla componente percussiva e vocale, arrivando ad esprimersi al massimo della tensione possibile – raggiungendo le soglie della rivelazione / epifania [n.d.r. per leggere il contributo dei Father Murphy apparso lo scorso Marzo sulle nostre pagine, clickare qui].

“To see Father Murphy performing is definitely an epycal experience – or, better said, a Biblical one. Both because of the solemn, grave kind of the music, and the almost mythological appearence of the duo on stage. FM is a hybrid being screaming in pain. A chimera with blazing eyes and a terrifying growl. A contorting creature playing the sounds of Redemption and Salvation” [via]

SABATO 28/05

 

Sabato 28/05 è stata indubbiamente la giornata più impegnativa, sia in termini di livello di attenzione necessaria che di durata effettiva della serie di concerti: il vero e proprio tour de force musicale è proseguito ininterrottamente dalle 3 di pomeriggio fino alle 2 di notte. In line-up sono apparsi gruppi / act molto diversi tra loro, eppure ben armonizzati dall’atmosfera rilassata del Barcsòn Vècc, scaldato dal sole e smosso da una piacevole brezza. In apertura, il duo di youngsters emiliani MOOD [Francesco Molinari alla chitarra e Daniele Maini alla batteria], anch’esso rientrante nel catalogo Upupa Produzioni, da vita ad un live entusiasmante in cui i due protagonisti suonano uno di fronte all’altro accerchiati dal pubblico. Si tratta di una vera e propria peculiarità della band, come confermato anche dal merch che prevede t-shirt disegnate e raffiguranti la situazione del gig visto dall’alto così come ha preso piede a MNV. Segue D’ora Stella, artista attivo da diversi anni con molteplici alias, la cui più recente uscita su Old Bicycle Records ha avuto una fantastica risposta di critica. La performance del chitarrista ha rappresentato un ritorno, dopo oltre dieci anni, ai pezzi cantati live: l’emozione palpabile ha arricchito l’esperienza rendendola veramente toccante [n.d.r. per risalire al brano suonato nel video, clickare qui].

 

Ai piedi del palco ‘principale’, la giornata è proseguita con Bad Girl aka Leonardo Granchi da Firenze e nel giro della label Diodrone. Come anticipato, siamo felici di condividere lo streaming integrale del live di Bad Girl, fresco del debutto ufficiale Cosmi, su Diodrone appunto [per leggere l’articolo di presentazione della registrazione, clickare qui]. Dopo i live di tromba, chitarra e loop station di Gigi ed il free-math dei Martello, particolarmente emozionante è stato il live di Everest Magma, che condivideremo a titolo Recording #6 nei prossimi giorni, come ultima componente del nostro report.

La cornice del Barcsòn Vècc illuminato soffusamente ha rappresentato l’ambiente ideale per il set sognante e a tratti rumoroso dell’artista, il quale ha esordito con questo alias lo scorso Autunno su Boring Machines, dopo un passato iper-produttivo come Rella The Woodcutter e come membro degli Eternal Zio, e con un secondo disco in uscita. Tutta la devastante e tragica sensibilità di Rella traspare anche nella musica di Everest Magma, a meno di un cambio di linguaggio: da quello minimale di chitarra blues/psych a favore dei suoni di macchine, beat e loop, con la voce ancora nel ruolo di componente chiave delle composizioni. Sullo stesso palco di Everest Magma si è svolto il live di P A S S E D aka Tommaso Risto, fresco acquisto di Boring Machines. La figura incappucciata dell’artista, intenta a percuotere la cassa di batteria, inserire le battute ritmiche in un serrato loop ed urlare sguaiatamente [n.d.r at the top of the lungs, per dirla in termini hardcore punk 90s], ha un forte impatto disorientante, che scaturisce dalla contrapposizione tra la violenza multi-layered del mantra prodotto e la presenza di un solo performer. Tanto più che P A S S E D è solito suonare di spalle rispetto al pubblico, quasi determinato a nascondere la sorgente fisica del suono. Per una lettura di approfondimento rimandiamo a questa intervista uscita su inkorsivo.com.

I live di Marlon Brando, da Pistoia e anch’essi della scuderia Diodrone, My Dear Killer, protagonista storico della componente Boring Machines più chitarristica e distorta, BeMyDelay Duo (con Dominique Vaccaro) e W.S.G. traghettano la serata oltre il tramonto e fino alle bordate di rumore e tempi veloci di Chow e Metro Crowd. I Chow sono un trio da Bologna che propone garage-rock di matrice 60s: per dirla con le loro parole, una mistura di “Blue Cheer, Screaming Trees, old punk rock records, autumn on the hills, Birdmen Of Alkatraz, flannel & psychedelic stuff”. I Metro Crowd invece arrivano da Roma e sono un super-gruppo formato da Toni Cutrone alla batteria [No=Fi Recordings, Mai Mai Mai, Trouble VS Glue, Hiroshima Rocks Around e chi più ne ha più ne metta], Gabriele Lepera [Holiday Inn, Aktion], Ludovico Terra [Lexicon Devils] ed il frontman ‘impacchettato’ Gian Luca (per comprendere il termine usato, si veda il video della playlist di Sabato). Il loro esordio discografico, nonostante raccolga materiale del 2014, è avvenuto lo scorso Febbraio per My Own Private Records, label del secondo componente degli Holiday Inn, Emmanuel Bonetti [Circolo Arci Fanfulla, Trans Upper Egypt, Hiss, Bobsleigh Baby]. Il lavoro eponimo presenta un fantastico miscuglio di influenze convergente in tracce senza controllo, e che suonate live addirittura guadagnano in potenza rispetto alle versioni su tape.

Sull’altro palco, nel frattempo, il pubblico aveva assistito al set di Gaspare Sammartano [metà del cult-duo pugliese Cannibal Movie], apparso in solo lo scorso Autunno con il disco Low Pitched Italy. Siamo onorati di condividere lo streaming integrale del set di Gaspare: un live che fonde passaggi di musica concreta, utilizzo di nastri manipolati contenenti vecchie tracce old-school hip hop, glitch e dub nero. Nonostante sia stato pensato per durare più a lungo dei 30 minuti a disposizione, Sammartano è riuscito ad adattarsi perfettamente alle esigenze dello slot temporale limitato [n.d.r. le attività di Gaspare non si fermano, date un’occhiata alla label Canti Magnetici di cui è co-fondatore assieme a Donato Epiro ed Andrea Penso ed operante nel triangolo Taranto – Ostuni – Lecce].

Menzione finale per quanto riguarda il secondo giorno di Musica nelle Valli #17 va al precedentemente citato contigente romano che ha partecipato al Festival e che ha regalato gli show a sorpresa di Holiday Inn e Mai Mai Mai, il primo dei quali da dietro il bancone del bar, con tanto di birre spillate e lancio di volantini contenenti il testo della traccia Edward assieme ad una pittoresca illustrazione [n.d.r. l’ispirazione arriva dalla vicenda di Edward Mordrake]. Raccomandiamo caldamente la visione delle due clip del duo sul finale della playlist presentata qui sotto. Il live a lume di candela di Mai Mai Mai invece, caratterizzato da tempi dilatati scanditi da beat pesanti e dall’utilizzo di oscuri nastri contenenti il suono di temporali, è stata la chiusura perfetta per l’irripetibile giornata, complici le bordate di vento gelato della notte ai Barchessoni. Quit having fun.


DOMENICA 29/05

Con l’inizio della Domenica, assieme alla pioggia incessante ed un freddo non esattamente desiderato, è arrivato un altro piacevole contributo da Roma, quello di Tropicantesimo, che ha risollevato / riscaldato le sorti dei partecipanti in attesa del pranzo e dei live del pomeriggio. Citando la presentazione nell’evento FB del Festival, “Tropicantesimo è il realismo magico di un carillon di suoni e performance di canti e balli che si cibano dei nostri desideri, [..] è la trasformazione continua e accidentale, la parola contagiosa della poesia rivoluzionaria delle culture tropicali.” Tropicantesimo consiste in musica su vinile mixata in consolle da Hugo Sanchez grazie all’ausilio strumentazione analogica, e della voce di Lolakola, la quale, tra le altre peripezie, si è lanciata in una cover acida e schizoide di Punk Islam (si veda il primo video della nostra playlist).

L’unico live che ha avuto occasione di svolgersi al di fuori del tendone centrale in cui è avvenuto il lauto banchetto della Domenica è stato quello di Matteo Uggeri ed Attilio Novellino, per la prima volta sul palco assieme. I due musicisti, provenienti dal contesto post-industriale italiano degli ultimi anni, si sono lanciati nella riproduzione di field recordings catturati durante il giorno precedente di permanenza a San Martino Spino, accompagnati dalla tromba di Uggeri. Tra i suoni registrati: “falciaerba, persone, sassi, auto, uccelletti, fotocopiatrici, dialoghi tra musicisti, rane notturne ed abbaiare di cani” [n.d.r. particolarmente divertente è stata la chiusura del set, durante la quale un paio di cani in prossimità del palco si sono lanciati in una risposta continua ai latrati registrati; il tutto è ascoltabile nella nostra clip].

Con il riprendere della pioggia, tutte le attività si sono spostate al coperto. Qui si sono tenuti: il live di tastiera e voce di Sam Goodwill assieme alla chitarra ed il cantato poderoso / teatrale di Viking Moses [Brendon Massei]; il punk rock melodico degli X-Ray Picnic da Bologna, coincidente con una breve e fugace apparizione del sole; il post-rock degli Stems, un trio inglese di chitarra / batteria / contrabbasso elettrico che ha proposto in mezz’ora due soli pezzi, l’ultimo dei quali un meraviglioso crescendo conclusosi in wall-of-noises ed urla di tensione; il live del quintetto jazz Caboto, attivo da molti anni a questa parte e anch’esso proveniente da Bologna; le peripezie chitarristiche e di batteria dei Fulkanelli, usciti sul finire dello scorso anno con la suite impro in tue tranche Harmonikes Mundi per No=Fi e Lemming; il cantato demenziale di Felix Lalù, con tanto di zombie-walk tra il pubblico, basi messe dall’iPod e racconti di DJ fedifraghi; il fantastico show ipnotico / melodico / psichedelico di Above the Tree [Marco Bernacchia / Virtual Forest] assieme a The E-Side, riproposto di recente dopo diversi anni di standby; ed infine, almeno per quanto possiamo riportare in relazione alla nostra permanenza al MNV#17, la raccolta di struggenti ballate intimiste di mèsico aka Paolo Mazzacani, anche cofondatore del duo Tempelhof.

Il racconto dell’ultima giornata di Festival è stato il più conciso dei tre, a causa del maltempo che ha colpito ad intervalli regolari tutta la Domenica e che ha determinato lo slittamento in avanti degli orari, e di conseguenza la nostra prematura e forzata fuga. Chiudiamo invitando chiunque sia appassionato di musica, vita all’aperto, divertimento e buona cucina, a partecipare al prossimo Musica Nelle Valli. Potreste eventualmente ritornare con l’ispirazione per iniziare a suonare uno strumento, fondare un gruppo, aprire un’etichetta, o anche solo con la volontà di prendere in mano attivamente un singolo aspetto della vostra vita ed agire di conseguenza. Our [festival] could be your life.

 


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