Cinema e Tv

Milly Carlucci si confessa a sorpresa: “Per me è un vero dolore”

Milly carlucci
Un addio che sa di casa(www.paynomindtous.it)

C’è un passaggio che segna più di altri la nuova stagione televisiva della Rai. Non è solo un cambio di studio, ma una vera e propria svolta simbolica.

Con Canzonissima 2026, Milly Carlucci si prepara a salutare uno dei luoghi più rappresentativi della sua carriera: l’Auditorium del Foro Italico. Un addio che pesa, e non poco. La conduttrice lo racconta senza filtri, lasciando emergere un legame emotivo costruito negli anni tra dirette, prove, successi e inevitabili tensioni da prime time.

Per chi segue da tempo i grandi show Rai, l’Auditorium del Foro Italico non è solo una location: è un pezzo di storia della televisione italiana. Ed è proprio lì che programmi come Ballando con le stelle hanno trovato una loro identità riconoscibile.

“È un po’ casa nostra”, ha spiegato Carlucci. Una frase semplice, ma che racchiude anni di lavoro e una squadra abituata a muoversi in uno spazio ormai familiare. Il trasferimento, deciso dall’azienda, viene accettato con professionalità, ma non senza un certo peso emotivo.

La direzione, però, è chiara: la Rai sta riorganizzando i propri spazi produttivi, concentrando molte attività negli studi di Saxa Rubra. Un cambiamento che punta a ottimizzare costi e logistica, ma che inevitabilmente ridisegna anche la geografia televisiva.

Saxa Rubra, continuità e trasformazione

Il passaggio a Saxa Rubra non rappresenta una rivoluzione totale. Almeno sul piano visivo, Carlucci rassicura il pubblico: l’anima dei suoi programmi resterà intatta. La scenografia di Ballando con le stelle – con il celebre lampadario e gli elementi iconici – sarà mantenuta. Ma non si tratterà di una copia identica. Piuttosto, di un’evoluzione.

I ledwall, sempre più centrali nella costruzione scenica, permetteranno trasformazioni rapide e dinamiche, adattando ogni esibizione a un racconto visivo diverso. Un linguaggio televisivo che guarda sempre più allo spettacolo immersivo, senza tradire le radici del varietà classico.

Il cuore del progetto resta comunque Canzonissima,

Canzonissima 2026: il ritorno del grande varietà (www.paynomindtous.it)

Il cuore del progetto resta comunque Canzonissima, un titolo che richiama immediatamente la tradizione più popolare della televisione italiana.

E proprio su questo punto, Carlucci gioca una partita delicata: unire nostalgia e contemporaneità. Non è un’operazione semplice, ma il cast sembra andare in quella direzione. Tra i nomi coinvolti spicca quello di Caterina Balivo, scelta per la giuria, a conferma della volontà di costruire un equilibrio tra volti consolidati e nuove energie.

La vera forza, però, sta nella capacità della conduttrice di convincere artisti e ospiti a partecipare. “Sono ostinata”, ammette lei stessa. Ma dietro questa ostinazione c’è un metodo preciso: proporre progetti credibili, capaci di attrarre anche nomi importanti. E infatti, puntata dopo puntata, non mancheranno ospiti chiamati a rendere omaggio alla storia del varietà italiano. Non semplici comparsate, ma veri e propri numeri di spettacolo.

Una sfida tra memoria e futuro

Il rischio, quando si lavora con format storici, è quello di restare prigionieri del passato. Carlucci sembra consapevole di questo equilibrio fragile. Da una parte c’è il bisogno di mantenere un’identità forte, riconoscibile dal pubblico. Dall’altra, la necessità di aggiornare linguaggi, ritmi e soluzioni visive.

Il trasferimento a Saxa Rubra, in questo senso, può trasformarsi da trauma a opportunità. Un nuovo spazio da riempire, una nuova fase da costruire. E forse è proprio questo il punto più interessante: capire se Canzonissima 2026 sarà solo un ritorno, oppure l’inizio di qualcosa di diverso.

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