Intervista a Ramirexx (aka Alessandro Gentili, Algen) + MINIMIX

 

Ramirexx, pseudonimo di Alessandro Gentili, è un dj, producer e visual artist residente in provincia di Ancona. Orientato su sonorità decostruzioniste, discontinue, industriali e brutali, interposte ad invasioni di musica sperimentale e rumorista, è attivo dal 2016. I suoi mix sono stati ospitati da Noisey Italia, Jerome Worldwide, Echo As e Murk. Per supportare Ramirexx, vi rimandiamo al suo canale Soundcloud, Instagram e Bandcamp, sul quale ha fatto capolino lo scorso Gennaio la prima uscita sotto il moniker / side-project Algen.

 


 

Ciao Alessandro. Innanzitutto, vorrei commentare il mix che hai realizzato per noi. Forse sono un po’ ignorante io (ho dovuto cercarle quasi tutte), ma le tracce che hai scelto non sono per niente scontate. E, ad eccezione della tua (“Scorn”, 2018) e di quelle di Harvest King e Ornine (2017), non sono nemmeno molto recenti. La traccia originale di Penderecki è di sei anni fa, e l’ultimo pezzo è del 2001. Ti va di spiegarci la scelta dei brani?

Il mix ha un rapidissimo cambio di tono. Le prime canzoni sono molto eteree, spensierate, in particolare quella di Avril 23 (lei mi ha detto di non ricordarsi da dove ha campionato la voce). Fountain 1 di Tracey Trance è un brano molto estivo, gioioso. La parte centrale è invece più grigia. Ho messo l’edit della “Trenodia per le Vittime di Hiroshima” perché è una composizione abusata dai media nei momenti di climax, e mi diverte che un pezzo di spettralismo polacco sia diventato così popolare. L’ultimo lovecraftiano brano è il crepuscolo che traghetta il tutto nella notte (AKA la prossima traccia nella riproduzione casuale di SoundCloud).

In quasi tutte (forse senza quasi) le classifiche delle label migliori dello scorso anno troviamo ai primi posti PAN e NON. In un gruppo Facebook di cui facevo parte anche io – tra l’altro, per lo più formato da artisti esordienti o comunque non molto conosciuti, mentre la tua carriera è già ben avviata: che ci facevi lì? – ho visto che hai “criticato” queste etichette. Te lo chiedo anche per interesse personale, dato che secondo me le migliori release del 2017 sono “Mono No Aware” (V.A. – PAN) e “Paradiso” (Chino Amobi – NON): cos’è precisamente che non te le ha fatte apprezzare? E quali sono, invece, le label che preferisci e sulle quali “punti” per quest’anno?

Ti rispondo in ordine: ero nel gruppo perché qualcuno mi aveva aggiunto di sua spontanea iniziativa, non l’ho mai seguito, ma litigare mi piace molto, quindi quando l’algoritmo di Facebook ha voluto che io vedessi quel post sulle migliori label del 2017 ho colto la palla al volo e sono partito all’attacco. Non ricordo di aver criticato PAN (anche perché ho apprezzato “Mono No Aware”), ma bensì Staycore, la cui asticella è decisamente calata dopo la release di “Erelitha”. NON non mi è mai piaciuta e non ne ho mai colto l’hype (concedimi la volgarità del termine). L’unico NON che troverai nella mia libreria musicale è Boyd Rice. Al momento seguo con molta attenzione Quantum Natives, Daddypower Records, EURO2000 (rivelazione 2018), W-I, Brat Records e Country Music. Come artisti mi piacciono Exit Sense, Yem Gel, Visio, Estoc, Orthodontrix e il collettivo Xquisite Nihil.

 

 

Forse a proposito di PAN non avevi detto nulla, ma tra le tue label preferite ricordo che non c’era. Di Staycore mi ero scordata. Dai, io ho apprezzato sia mobilegirl che, soprattutto, Dinamarca… So che qualche mese fa hai avuto un momento di crisi, se così si può definire. Ricordo che avevi annunciato di voler smettere di fare musica perché facevi fatica a trovare una label che facesse uscire il tuo ultimo lavoro. Fortunatamente, hai cambiato idea. Ci puoi spiegare cosa è successo esattamente?

Nessun momento di crisi: stavo facendo l’attention whore. Mossa andata a buon fine, in quanto dopo mezz’ora mi avevano già contattato diverse persone. In ogni caso, alla fine quel progetto non verrà mai pubblicato perché ho perso dei file e tutto quello che mi rimane sono dei mediocri mixdown.

Ahah insomma, mi hai ingabolata per bene! Ti avevo anche scritto immediatamente per sapere che stava succedendo e dirti che saresti stato uno scemo a mollare tutto… . Recentemente hai suonato a Milano, alla serata MILANOROVINA (presso il Love), che sta diventando una delle più interessanti, a mio parere. Come ti sei trovato? Hai anche realizzato un mix per JEROME, che io adoro. Insomma, anche se non avessi trovato un’etichetta interessata ai tuoi nuovi pezzi, non saresti stato spacciato!

Mi sono divertito molto a MILANOROVINA, i promoter (Tommaso, Hazina e Giuliano) sono persone stupende e la gente era molto carica. Ho suonato frenchcore, hanno ballato. Il mix per JEROME è un po’ il battesimo dei SoundCloud artist, il boss della label, oltretutto, mi sta simpatico.

Parliamo del tuo nuovo progetto, Algen. Quali sono le differenze rispetto a Ramirexx? Quali sono gli artisti che più ti influenzano in questa nuova veste?

Algen è più affine alla mia visione rispetto a Ramirexx, che alla fine ho iniziato solo perché volevo pubblicare dei mix e dei mash-up. Le sonorità si rifanno a quelli che sono fondamentalmente i miei ascolti quotidiani: classica contemporanea, elettroacustica, lowercase, glitch più ricercata (non mi piacciono Fennesz, Ripatti, Oval, eccetera, per dire), la parte più leftfield della ambient, dungeon synth e new age. Concettualmente mi intriga molto la biomeccatronica, il biohacking, il misticismo cristiano, la neoavanguardia italiana e i concept dietro i lavori di musicisti come Alessandro Bosetti, Hunter Hunt-Hendrix, James Ferraro, Ata Ebtekar, i Reverorum ib Malacht e via così. Con questo pseudonimo ho curato la colonna sonora di un cortometraggio ancora inedito, girato da un mio caro amico, e sto finalizzando un live set audio-video.

Devo dire che il tutto mi affascina molto, non vedo l’ora di ascoltare/vedere qualcosa! Concludiamo con i tuoi progetti per l’immediato futuro. Hai in programma qualche live? Cosa ci dobbiamo aspettare dal tuo prossimo album? Ci puoi anticipare qualcosa?

Il 21 aprile faccio un dj-set con BPTSM alla SOMS di Corridonia (MC). Non ho nessun album pronto, solo alcune tracce sparse e produzioni trap per dei rapper con cui sto lavorando. In generale direi che mi sto concentrando di più sulle arti visuali al momento. Sono, inoltre, ancora in cerca del “miracoloso” che Ader trovò nell’oceano atlantico.

Bel paragone! A presto!

 


TRACKLIST

Tracey Trance – Fountain 1
Avril 23 – . ✧· ✵ . + · . ˚
Harvest King – Vault Complex
Algen – Scorn
Krzysztof Penderecki – Threnody to the Victims of Hiroshima (Yegua Remodel)
Ornine – Clv Blight
Trollmann Av Ildtoppberg – The Dreamshadows

 

Born 1991 in Bergamo, Italy, S., after 18 years spent studying (obtaining a Cultural Assets degree) realized the only thing she learned about was writing. And writing became her poorly paid work: articles, poetry, and interviews – to cope with here being a bit snoopy. Her passions are music and cinema that jointly find a means to expression into her musical project called FRAGMENTS.

S.

Born 1991 in Bergamo, Italy, S., after 18 years spent studying (obtaining a Cultural Assets degree) realized the only thing she learned about was writing. And writing became her poorly paid work: articles, poetry, and interviews - to cope with here being a bit snoopy. Her passions are music and cinema that jointly find a means to expression into her musical project called FRAGMENTS.